| Artic bass |
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ARTIC BASSNelle persone normali una giornata con vento, qualche fiocco di neve e temperature che sfiorano i -10°C, ispirano solamente divano, coperta e cioccolata calda. Nelle persone malate di pesca invece, scatta qualcosa di inspiegabile che li porta a saltare in macchina con una monopezzo e andare alla ricerca di uno specchio d’acqua, che non sia coperto da uno spesso strato d’acqua. Questa è la situazione che mi si è presentata ieri: spot n°1 completamente ghiacciato, spot n° 2 completamente ghiacciato, spot n° 3 quasi completamente ghiacciato. E adesso? Mi salva un bacino molto grande e ben esposto che, a parte i 20cm di neve sulle sponde, è sgombro dal ghiaccio. Mi accoglie una spruzzata di neve e del vento gelido da nord (chi me lo fa fare!?), quindi parto a jig per tenere meglio il contatto col fondo. Tuttavia dopo mezzo giro di lago il vento cala e mi permette di vedere meglio le condizioni dell’acqua, è un vetro!! Quindi, lottando contro tutti i miei principi, torno alla macchina e sostituisco la canna da jig con una spinning, innesco l’infallibile Sator e torno sulla sponda “baciata” dal pallido sole che è riuscito ad uscire. Percorro qualche centinaio di metri quando scorgo delle sagome nere vicino ad una struttura, ma la poca luce e la profondità non mi permettono di distinguere la specie. Cappotto per cappotto, proviamoci lo stesso. Sostituisco la testina con una montatura a drop con un finale molto lungo, in modo da raggiungere una effetto “svolazzante” dell’esca, nello specifico un Virago 4” col Ayu. ![]() Ogni lancio devo mettermi in in bocca gli anelli per far sciogliere il ghiaccio, ma sono motivato ed insisto! Effettuo un lancio molto oltre l’ostacolo per una presentazione il più discreta possibile. Mi armo di santa pazienza ed inizio a sbacchettare come tanto odio fare! Quando mi sembra di essere nella zona dove avevo visto i pesci mi fermo e avverto un allentamento del peso sul mio Fluoro 6lb! Qualche anno di esperienza mi porta a ferrare senza nemmeno pensare e quando vedo un lampo verde e giallo alla fine della lenza mi si ferma il cuore. E un bass, ed è pure bello! Abituato a pescare con diametri di filo molto maggiori presto il doppio dell’attenzione nel recupero e con lo sguardo cerco di capire se il pesce è bucato bene o meno. Nonostante il freddo si difende bene ma per fortuna non salta! Un paio di fughe che mi fanno sudare freddo e alla fine riesco a guantarlo! Sono felicissimo ed il pesce è superbo, sia per la taglia che per la sua forma. Corto, tozzo, massiccio e dalla livrea pazzesca. Sono al settimo cielo, gli faccio un intero set fotografico e poi lo rilascio nel suo gelido ambiente naturale. La scarica di adrenalina si esaurisce presto e il freddo inizia ad essere davvero troppo, me ne torno a casa infreddolito ma felicissimo! Alla prossima follia! Paolo Goldaniga
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