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Pasta rig
Special Tips

Pasta rig

Il Pasta rig non è un vero e proprio innesco, ma può essere un’alternativa e uno stile per ovviare ai classici. Ci permette di dar sfogo alle nostre idee e fantasie, infatti sono proprio quest’ultime a convincerci ad utilizzare un’esca piuttosto che un’altra, oppure un colore chiaro al posto di uno scuro, perché nella pesca si sa non c’ è niente di certo. Con questa tecnica, se così la vogliamo definire, possiamo creare dei “tips” unici per affrontare qualsiasi tipo di ambiente e condizione di pesca.
 
La particolarità consiste nella sua semplicità e velocità di esecuzione, salvo il fatto che dobbiamo aggiungere uno stuzzicadenti nella “tackle”, un accessorio insolito per un bassman. Con una softbait, un piombo da drop-shot e uno stuzzicadenti, possiamo quindi dar vita alla nostra inventiva.
 
Immagino che ad ognuno di voi sia capitato, qualche volta, di voler variare il nuoto di un’esca o di voler sondare degli strati d’acqua differenti, ma in quell’occasione non avevate con voi l’esca adatta. Proprio per questi motivi e per soddisfare la mia creatività, ho inventato questo semplice modo di “piombare” le softbait, che mi ha regalato finora splendide soddisfazioni.
 
Nella foto 1, ho predisposto un esempio con il Virago Shad Tail, un amo da wacky e un piombo da drop di 3 gr.
 

 
In foto 2, ho inserito il piombo nella softbait. Avrei potuto posizionarlo a seconda del risultato che avrei voluto ottenere, in questo particolare caso l’ho agganciato in testa, per far scendere la gomma verso il fondo in posizione verticale.
 

 
Nella foto 3, inserisco lo stuzzicadenti all’interno dell’occhiello del piombo per bloccarlo, trapassando il Virago da parte a parte. Così facendo il piombo rimarrà fissato saldamente all’esca.
 

 
Nella foto 4, taglio l’eccedenza dello stuzzicadenti sia a destra che a sinistra, ed infine nella foto 5, innesco con un amo da wacky.
 
 
 

La foto 6, riporta alcuni degli inneschi che solitamente uso con varie softbait, ami da wacky, da texas e diverse posizioni del piombo. Ho preparato il Vis Shad montato con amo offset e finesse, poi un Sidus 145 a wacky ed infine un Caleo Craw con amo offset innescato reverse.
 

 
Spero che il Pasta rig, stimoli la vostra curiosità e che susciti in voi il desiderio di provarlo, regalandovi le stesse soddisfazioni che ha regalato a me.
 
Un abbraccio e un saluto a tutti.
 
Matteo Temprendola

 
Pioggia e Vis Shad
Special Tips

Pioggia e Vis Shad

Questa domenica anche se il tempo non prometteva nulla di buono, decido comunque di andare a fare due lanci dal piede alle prime luci dell’alba con la speranza di riuscire a ingannare qualche bel bass, spinto all’inefrenabile voglia di ferrare accumulata durante la settimana. Carico in macchina il minimo indispensabile per affrontare il lago, una canna sola quattro esche tra cui due scatole di Vis Shad di misura e colori diversi.
 
Arrivato sul posto non ho neppure il tempo di scendere dall’auto che comincia a piovere, piovere, sempre più forte, provocando rumore e increspatura sulla superficie dell’acqua rendendomi meno visibile agli occhi dei pesci e favorendo un’entrata dell’esca più soft. Inizio utilizzando il Vis Shad , quello piccolo da 95mm di colore marrone striato, montato con un amo offset Trokar del 3/0 un piombo da drop shot di molix del peso di 3/16 oz. fatto scorrere fino alla curvatura dell’amo e fermato con due stopper.
 
Scelta rivelatasi azzeccata. Infatti, dopo pochi lanci vicino a dei rami in acqua, recupero velocemente, creando vibrazioni grazie alla coda a timone e il movimento molto sinuoso di questa soft bait, mi accorgo di un ombra dietro l’esca.
 
Subito dopo una gran botta mi piega la canna e inizia il combattimento con il pesce che si esibisce in un paio di salti e una fuga verso la pianta finendo poi con l’arrendersi, facendosi fotografare e rilasciare subito dopo.
  
Continuo a pescare effettuando altre catture di buona taglia , passata un’ ora e mezza cambio misura di Vis shad utilizzando il 120mm di colore Med Shad Flake, sempre montato alla stessa maniera di quello precedente, ad eccezione per l’amo che è più grosso un 5/0 Trokar e per il peso del piombo che è da ¼ oz.
 
Gli attacchi cominciano a essere più radi e timorosi, senza perdermi d’animo continuo fiducioso camminando sulla riva del lago arrivo in un punto poco battuto a causa delle sponde poco agibili, ed è proprio li che dopo qualche lancio vedo sparire completamente l’esca, gran ferrata... “c’è”.
 
Il bass inizia a tirare all’impazzata per riuscire a liberarsi ma anche questa volta io ho la meglio: subito la foto per incorniciare il bel momento e rilascio al suo ambiente. Negli ultimi lanci prima di andare a casa, ferro un pesce molto bello e mentre lo sto per portare a riva si slama, lasciandomi a bocca aperta incredulo, ma anche questo fa parte del gioco.
 
Un saluto e alla prossima pescata…
 
Luca Benvenuti

 
Vibrazioni decisive
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Vibrazioni decisive

Data la qualità e il colore delle acque dove solitamente pesco, decisamente torbide e ferme, mi è capitato ultimamente di dover per forza di cose correre ai ripari per non incappare nel classico cappotto.
 
Quindi spesso esche rumorose, voluminose e che muovessero tanta acqua. Proprio per questo decido di affrontare l’uscita con in tasca un paio di Tenax da 3/8 oz precedentemente modificati aggiungendo loro il “rattle”, ma per non essere troppo invasivo senza comunque perdere l’efficacia, munisco il jig con uno solo di questi.
 
Non ho fatto altro che inserire l’apposito gommino con rattle attraverso l’amo del jig, per poi fermarlo sopra l’uncino ferma trailer del Tenax, successivamente ho infilato il trailer e da lì il rattle non si è più mosso.
 
In questo modo, grazie al suo rumore acuto, oltre ad essere più facilmente individuabile da parte del predatore, può in certi casi scatenare una reazione e quindi una mangiata violenta, come se il pesce fosse infastidito e non necessariamente per cibarsene.
 
Si parte bene, dopo pochi lanci di ispezione subito un bel luccio aggredisce il Venator SR da 1 oz. color Hot Chart, e mi fa ben sperare per il proseguo della pescata.
 
Purtroppo però il pesce non collabora per niente, e dopo lanci su lanci con svariate tecniche, decido di pescare molto più lento e di tentare la mossa del Tenax+rattle.
 
Come trailer innesco un bel Sidus 120 color smoke red flake in modo da poter entrare bene nelle cover e anche per effettuare lanci e pichate migliori per via della sua forma.
 
Comincio a battere stretto stretto con lanci mirati e con molte pause e lanci ripetuti negli stessi punti, quando durante un recupero, ormai lontano dalla sponda e dai presunti hot spot, vedo il filo partire di lato...
 
metto leggermente in tensione e non ci sono dubbi, ferro deciso ed inizia un combattimento davvero entusiasmante, questo pesce aveva una forza davvero non indifferente tanto che si divincolava saltando fuori dall’acqua.
 


 
Dopo svariate fughe riesco ad issarlo, una foto veloce e via, di nuovo nel suo regno.

Un saluto a tutti
 
Diego Bonaldo

 
Cursor modificato
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Cursor modificato

Conosciamo ormai tutti l'effettiva produttività del Cursor Magnum nella pesca ai grossi lucci,  non a caso in Francia  l'esca di casa Molx è praticamente sempre sold out...e bene anche il fratello minore può dire la sua sia nella pesca al luccio sia nelle uscite alla ricerca dei grossi bass. Ho pensato quindi di modificare il Cursor in modo da limitare al minimo gli strike a vuoto e portare a tiro di macchina fotografica un maggior numero di pesci.
 
Ecco i passaggi che mi han permesso di ottenere questo risultato.
 
Per prima cosa avremo bisogno di un paio di piccole pinze, di un amo a nostra scelta del 3/0 a gambo dritto ed uno split ring di buone dimensioni che servirà come congiunzione del nuovo amo con l'armatura di base del cursor.
 
Prendiamo l'amo e facendo attenzione cerchiamo di inserirlo nella gomma dell'artificiale e di far combaciare”l'occhiello” dell'amo con quello dell'armatura originale,dopodichè inseriamo lo spilt ring ad unire entrambe ed il gioco è fatto. Ho inoltre pensato nel caso di acque molto torbe o particolari condizioni di sostituire la paletta willow con una colorado magari anche di maggiori dimensioni.
 
Non vi resta che testarlo e mi raccomando catch end release sempre.
 
 
 
 
Alla prossima.
 
Omar Carignani

 
Trago Vib Multiuso
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Trago Vib Multiuso

 

Da un po di tempo, io e il mio compagno di avventure Andrea Duse, ci stiamo dedicando alla pesca dell’ Aspio, che d’inverno è di sicuro una buona alternativa alle più comuni tecniche di pesca.
 
Proprio durante una battuta di pesca a questo splendido pesce, scopriamo che il Trago Vib risulta essere un'esca più efficace e potenzialmente più produttiva rispetto ad altre abitualemnte da noi usate in quanto  riceviamo molti attacchi quasi come se “infastidisse” il pesce.
 
Il problema però erano le molte slamature, sentivamo molte stoccate ma molte volte non riuscivamo a portare a buon fine la ferrata. Probabilmente è normale pensiamo, vista la natura dell’esca, nata principalmente per recuperi verticali a toccare il fondale per poi risalire e quindi dotata di doppio amo.
 
Proprio per questo decidiamo di apportare una piccola e semplice modifica al Trago, sostituendo il doppio amo sulla pancia con un anellino più un ancoretta di misura simile al doppio amo (nel mio caso Owner ST-31 size 6).
 
Ovviamente calcoliamo anche il fatto che durante la fase di lancio/recupero, l’ancoretta potrebbe incastrarsi sopra la testa dell’artificiale, così inseriamo un pezzettino di guaina termo restringente tra l’ancoretta e l’anellino, in modo da renderla meno “mobile”.
 
 
Così facendo, si perderà qualche metro nella fase di lancio (se si vogliono effettuare lanci molto lunghi), in quanto l’artificiale tenderà a “sfarfallare” leggermente a causa della guaina sull’anellino, ma le slamature risulteranno praticamente ridotte a zero e l’ancoretta non creerà alcun tipo di problema nel recupero.
 
In questo modo il Trago Vib modificato è riuscito a regalarci bellissime prede anche con recuperi molto veloci e mangiate “subdole” e con qualche accorgimento si sta rivelando un esca dai molteplici utilizzi, che non deve mai mancare in qualsiasi situazione.

 
Alla prossima.
 
Diego Bonaldo

 
Slindex
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Slindex

 

Durante le ore di studio mi capita spesso di avere per le mani, come antistress, qualche esca siliconica lasciata sulla scrivania dopo le varie uscite di pesca. La distrazione è dietro l’angolo e la fantasia fa il resto.
 
Qualche giorno fa mi è capitato in mano un Vindex e, dato che non l’ho praticamente mai usato a texas ma solo come trailer da jig, mi sono chiesto come adattarlo a questa pesca. Ho cercato quindi una soluzione per dargli un po’ di volume e di stabilità.
 
Il caso ha voluto che per le mani mi capitasse uno Sligone. Il 2+2 è stato istantaneo e con un paio di tagli e scaldate di accendino mi sono ritenuto molto soddisfatto di questo “ibrido”.
 
 
La scusa per andare a pesca era servita su un piatto d’argento, così nel pomeriggio stavo già inforcando la mia fedele ciambella! Date le forti perturbazioni appena passate, ho puntato subito su un texas abbastanza deciso ( 5/16oz ) e presentazioni quasi verticali sui gradini adiacenti le sponde.
 
Per saggiare l’attività dei pesci ho inizialmente innescato un mio “cavallo di battaglia”: la Larva!
 
I bass, inizialmente del tutto apatici, con l’avvicinarsi del tramonto sono entrati in attività e due bellissimi esemplari oltre il chilo sono stati portati in belly.
 
 
Era il momento dello “SLINDEX”!!! Il movimento sinuoso, il maggior volume rispetto al normale Vindex e la forma accattivante hanno decisamente aumentato la mia fiducia nell’esca.
 
Tutto sembrava essersi fermato quando, in prossimità di un erbaio, la caduta dell’esca ha subito un brusco arresto e il filo ha iniziato a tagliare l’acqua lateralmente. 10 rapidissimi giri di manovella e una ferrata decisa. Strike!
 
Il pesce è più grosso degli altri ed ha una potenza sorprendente, tanto da farmi inizialmente pensare a qualche altro predatore.
 
La lotta è intensa ma alla fine il pesce cede e posa per me davanti all’obiettivo! Grande la soddisfazione per aver usato con successo un’esca scaturita dalla fantasia!
 
Alla prossima!
 
Paolo Goldaniga
 
 
Vis Shad Galleggiante
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a cura di Marco Pasquato

Stagione estiva uguale topwater, pesca bellissima ed emozionantissima, fatta di attacchi esplosivi a galla , niente di più eccitante per noi bassmen. Un giorno mentre osservavo un vis shad da 120, mi sono chiesto se sarebbe stato possibile renderlo galleggiante !!!, dopo numerosi esperimenti ci sono riuscito ed ecco a voi una descrizione dettagliata per realizzarlo.


   

 


 

1- Esca originale

2- Nei fori gia presenti dell’esca, inseriremo dei cilindretti di foam( normalmente si utilizzano nel carp fishing) questi saranno quelli che permetteranno alla nostra esca di galleggiare

3- Tagliamo a misura dell’esca i cilindretti di foam

4- Prendere un normale cotton fioc e taglire le estremità

5- Inserirli nelle testa del nosto vis shad diagonalmente e tagliare il tubicino in eccesso

6- Assottigliare la parte di coda della nostra esca in moto tale da renderla più mobile durante il recupero

7- Prendere uno spezzone di filo ( Enki 19 LB) e legare all’estremità un’ancoretta, quindi fare passare l’altra estremità del filo nel tubicino in testa.

8- Dopo aver puntato l’ancoretta nella panca del Vis Shad metteremo uno stopper di gomma in testa per non far muovere l’ancoretta.

9- Ultimo passaggio inserire un insert Molix da 1/32 tra il primo e il secondo buco.Questo servirà a dare assetto alla nostra esca.

10- Esca finita e pronta . Per una maggiore garanzia e meglio saldare le parti aggiunte alla nostra esca con un poco di colla cianoacrilica.

Ciao a tutti alla prossima

 
Swimming Jig
Special Tips

Swimming Jig

 

Quella dello swimming jig, è una tecnica poco conosciuta e praticata nelle nostre acque, ma che in USA e Jappone viene ampiamente utilizzata per tournaments e filmati di pesca. E’ una tecnica ibrida, che consente di coprire grandi quantità d’acqua in maniera alternativa rispetto alle consuete hard baits o soft baits ma che allo stesso tempo può consentire lunghe pause nelle strike zone al pari dei normali jig.
 
La difficoltà principale di questa tecnica sta appunto nell’associare un approccio “fast” alla pesca col jig; le ferrate, infatti, saranno inizialmente rapide e potenti come nel pitching e molti pesci verranno persi. Per superare questa “deformazione professionale”, ho pensato di utilizzare per questo tipo di approccio i nuovi Trux jig.
 
Questi jig hanno infatti uno spezzone di nylon di grosso diametro al posto della “spazzola” dei comuni jigs; questo fa si che l’amo sia molto più scoperto e in grado di penetrare nella bocca del pesce, anche su recuperi molto veloci e mangiate rapide. Il trailer che ho trovato più adatto per questa tecnica è il vis shad 120mm che, date le sue generose dimensioni, è in grado di emettere un maggior numero di vibrazioni. L’innesco è uguale a quello di un normale trailer, quindi calzando il vis shad lungo il gambo dell’amo, lo spezzone di nylon andrà poi puntato sul ventre del pesce.
 
Consiglio di utilizzare grammature elevate (1\2 oz) per il vis shad 120, conferirà più vitalità all’innesco ed aiuterà nella selezione del big bass! Saranno da preferire colori naturali quali il Ghiaccio Camo e il Brown per il Trux e rispettivamente il Silver bait e il Bloody pumpkin per il vis shad.
 


 
La modalità di recupero lascia molto spazio alla fantasia; si può infatti alternare recuperi ad alta velocità in mezzo agli ostacoli a cadute verticali per esplorare le diverse fasce d’acqua. Ho riscontrato molto produttivo anche pitchare in prossimità di strutture sommerse, “sostare” all’interno dello spot per alcuni secondi, per poi uscirne ad elevata velocità.
 
Queste veloci fughe del vis shad, scatenano spesso attacchi di reazioni difficili da ottenere coi normali jig. Infine in situazioni difficili, come in presenza di un fronte freddo o col grande caldo estivo lo swimming jig ci consente di sondare fondali importanti al pari dello slow rolling fatto con i grossi spinnerbait. Con questo approccio non inoltre non è raro “incappare” in altri predatori, come lucci, perca e siluri. Per finire un approccio un po’ più discreto di questa tecnica.
 
In acque cristalline o sottoposte a forte pressione di pesca può essere necessario rendere il nostro innesco il più naturale possibile. Per fare questo ho riscontrato molto produttive le nuove Trux jig-head. L’innesco e la tecnica sono quelle già viste per il jig, ma l’assenza del gonnellino rende questo innesco più verosimile e meno invasivo.
 
I vis shad innescati potranno essere sia nella misura piccola 95mm, che in quella più grande 120mm. Consiglio vivamente di dare fiducia a questa tecnica affascinante e troppo sottovalutata che, se ben praticata, può dare delle grosse soddisfazione oltre che a delle mangiate davvero emozionanti.
 
Alla prossima
 
Paolo Goldaniga
 
 
Vis Shad:all season Bomb!
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a cura di Maurizio Manzi

Per sondare gli strati superficiali consiglio un recupero veloce alternato a piccole pause e veloci ripartenze. La compatezza d'insieme permette lunghe skippate all'interno delle cover piu' fitte e difficili da penetrare.Per questo utilizzo è molto indicato il Weighted Hook Rig.

Dopo aver tagliato il Vis Shad nella parte inferiore per facilitare l'alloggio dell'amo - in questo caso un Decoy Worm104 W- Switcher 4/0 per il Vis Shad120 - si va a infilare l'amo non con un normale Texas Rig Style ma semplicemente andando a puntare con l'occhiello dell'amo il dorso del pesce in gomma, vicino alla testa.

Per avere un migliore assetto e movimento in acqua è importante che il Vis Shad sia "tirato" dal dorso e non dalla bocca. Se volessimo invece utilizzare il modello piu' piccolo consiglio sempre lo stesso amo però di una misura piu' piccola, del 3/0. Ecco una breve sequenza fotografica dell'innesco da parte di Beppe Casieri, ideatore e sviluppatore del Vis Shad.

 
 
  
   

Se invece volessimo sondare fondali piu' marcati o effettuare un pitching nei pressi di covers di vario genere,lo Special Drop Rig. Innesco molto particolare, dona un movimento al Vis Shad molto catturante e realistico nelle fasi di caduta e risalita sfruttando appieno tutte le caratteristiche di questo innovativo artificiale.

In questo caso la piombatura viene garantita da un piombo da Drop Shot (a partire da 5 grammi per il 95 e 7 grammi per il 120), collegato all'amo (in questo caso va benissimo un Wide Gap, ad esempio Decoy Worm 17) da un Super Snap di Molix. Avremo inoltre l'accortezza di collegare la Snap con la sua parte piu' piccola all'occhiello dell'amo e l'altra al piombo da Drop Shot (nella foto vedrete un 3/8 oz.). Possiamo quindi procedere all'innesco con l'amo appesantino dal piombo da Drop:anche in questo l'amo uscira' nel dorso del Vis Shad. Ecco le foto dell'innesco concepito da Beppe:


  
    
 



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